Zanzibar: cosa vedere nell’isola delle spezie
Sapevi che il nome “Zanzibar” deriva dall’arabo e significa “terra dei neri”, evocando secoli di incontri tra popoli e culture diverse nel cuore dell‘Oceano Indiano? Se pianifichi un viaggio a Zanzibar, preparati a un incontro tra spiagge da cartolina, storia millenaria e una natura incontaminata. L’isola tanzaniana delle spezie, la più grande di un arcipelago composto da tante isolette, offre un mare turchese, sabbia bianca e una varietà di ambienti che spaziano dalle foreste tropicali agli isolotti corallini.
Prima di partire vedendo il periodo migliore per visitare Zanzibar, quali sono le spiagge più belle e cosa vedere, ecco la nostra consueta tabella sinottica con i i link utili per una vacanza tranquilla: hotel (si consiglia di prenotare in anticipo in alta stagione), assicurazione viaggio (obbligatoria per chi intende visitare l’isola), transfer dall’aeroporto, e-sim e le escursioni più belle.
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In primis un po’ di geografia, Zanzibar è un arcipelago di isole della Tanzania, vicino all’equatore dunque con un clima clima caldo tropicale e costante durante tutto l’anno, con temperature giornaliere tra i 25 e i 32°C, la temperatura minima è fissata tra i 21 e i 25°C. La temperatura dell’acqua oscilla tra i 25 e i 29°C. E’ bello da visitare anche in estate se si hanno le ferie estive in luglio o agosto e si vuole “provare” un mare esotico.
In questo articolo puoi trovare:
Quando andare a Zanzibar?
Se vi state chiedendo quando andare a Zanzibar, senza dubbio, la stagione secca che va da giugno a ottobre offre il clima migliore, dunque comodo se si hanno le ferie in estate e si vuole andare in una località di mare esotica. Il tempo è stabile, il mare è calmo, ottimo per un’attività di balneazione o l’immersione in un tour culturale. Se viaggi in alta stagione giugno- agosto e dicembre-febbraio (la loro estate), ti suggeriamo di prenotare con grande anticipo per risparmiare. I costi dell’alloggio a Zanzibar variano notevolmente in base alla stagione e al tipo di sistemazione scelta. Durante il periodo di alta stagione, che include i mesi di dicembre e agosto, i prezzi possono salire notevolmente. Per chi viaggia con un budget ridotto, ci sono opzioni economiche, come le guesthouse.
Stone Town: il cuore storico Patrimonio UNESCO
La maggior parte dei viaggiatori una volta atterrato a Zanzibar si dirige subito verso i leggendari paradisi balneari a 1-2 ore di auto da Stone Town: Nungwi Beach e Kendwa Beach sulla punta settentrionale. Tuttavia il nostro consiglio è di iniziare il tuo itinerario da Stone Town, il quartiere antico di Zanzibar City, trascorrendoci almeno 2 notti prima di recarsi nelle spiagge. Stone Town è un labirinto di vicoli stretti, dimore con porte riccamente intarsiate in legno (di influenza indiana e omanita, alcune con borchie in ottone) e mercati che profumano di cannella e chiodi di garofano. Dato che il centro storico è un dedalo di viuzze si consiglia la visita con una guida. Tra i tour che si possono fare subito c’è sicuramente Prison Island di cui parleremo sotto e un tour delle piantagioni spezie in cui si visitano fattorie in cui si coltivano chiodi di garofano (l’esportazione simbolo di Zanzibar), baccelli di vaniglia, corteccia di cannella, noce moscata e pepe nero. Il consiglio: annusa, assaggia, impara gli usi e acquista spezie di prima qualità direttamente alla fonte a prezzi all’ingrosso.
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Stone Town, tour delle spezie e Prison Island con pranzo – Guida che parla ITALIANO |
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Come sito protetto dall’UNESCO, Stone Town fonde stili arabi, swahili e coloniali. Ecco le tappe principali:
- Giardini Forodhani – l’area affacciata sul mare con vecchi cannoni che la sera si anima con bancarelle di street food.
- Forte Arabo – una costruzione storica di difesa, ingresso gratuito.
- Palazzo delle Meraviglie – edificio simbolo dell’architettura locale.
- Palazzo del Sultano – residenza storica dei governanti dell’isola, ora (aprile 2026) in ristrutturazione.
- Cattedrale Anglicana – costruita deliberatamente sul sito dell’ex mercato degli schiavi con camere (prigioni) sotterranee.
- Museo del Mercato degli Schiavi – un memoriale che documenta il passato tragico del commercio umano.
Non dimenticare di scattare una foto davanti alla casa natale di Freddie Mercury (Kenyatta Road), il frontman dei Queen è nato a Stone Town il 5 settembre del 1946, è una tappa da fare, sebbene all’interno il museo non sia così interessante.
Ricordiamo che in Tanzania la maggioranza è di religione musulmana, a Stone Town è preferibile coprire spalle e ginocchia se andate in giro, rispettare gli orari di preghiera e se vi trovate durante il Ramadan sappiate che questo può influire sugli orari di apertura dei ristoranti.
A Stone Town devi assolutamente visitare alla sera il vivace mercato alimentare notturno dei Forodhani Gardens che serve l’unica pizza di Zanzibar (più simile a una crepe ripiena) e succo di canna da zucchero fresco a locali e turisti. Suggeriamo il tour serale, sotto ne trovate uno, che include l’assaggio di cibi locali che vanno dalla zuppa urojo alla pizza di Zanzibar.
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Tour serale nei mercati alimentari con degustazioni incluse |
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Conclusione: non si può lasciare Zanzibar senza avere girato per Stone Town, essere andati in una fattoria di spezie e senza avere provato la sua pizza!
Spiagge da sogno: Nungwi, Kendwa, Paje e Jambiani
L’economia e la vita dell’isola ruotano attorno alle coste di sabbia bianca e al mare trasparente, che però in alcune parti dell’isola è soggetto al fenomeno delle maree, andiamo a vedere le più belle e rinomate. Ricordiamo che prendere il sole in topless è vietato. Vediamo insieme le spiagge più belle di Zanzibar.
Spiagge di Nunwi e Kendwa (costa nord)
Partiamo con Nungwi e Kendwa che si trovano nella costa nord dell’isola. Offrono spiagge da cartolina, con ampie distese di sabbia perfette per rilassarsi e tramonti spettacolari. Non risentono del fenomeno delle maree che troviamo in altre spiagge dell’isola situate nella costa orientale.
Nungwi Beach: è la più sviluppata con un’atmosfera vivace, offre numerosi alloggi dagli ostelli ai resort. Ci sono bar sulla spiaggia e c’è la possibilità di praticare sport acquatici. A Nungwi se non si ha un resort sulla spiaggia e si vuole evitare di essere disturbati dai beach boys Masai, consigliamo di passare una giornata al Nanasi Beach Club struttura con piscine e lettini, si paga l’ingresso ma il costo viene scalato e caricato su una tessera prepagata per consumazioni food and beverage (ampia scelta e ottima qualità).
A Nungwi troviamo le migliori spiagge, da cui si possono ammirare tramonti mozzafiato e fare escursioni in dhow (le imbarcazioni tipiche). Dista da Stone Town circa un’ora e mezza di auto. Se andate in taxi contrattate sempre il prezzo oppure affidatevi a vetture prenotate in anticipo noleggiando un auto con autista per l’intera giornata. E’ possibile anche spostarsi con i dala-dala, minibus locali, economici ma molto affollati e con difficoltà a capire gli orari e le fermate.
Se si ha poco tempo è ottimo questo tour che ti fa vedere le attrazioni principali di Zanzibar con un autista che parte da Nungwi.
| TOUR DI ZANZIBAR CON AUTISTA DEDICATO | |
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Tappe: Baraka Natural Aquarium per vedere le tartarughe salvate – Nungwi, Nungwi Beach dove vedrai come si costruiscono i Dhow- Stone Town – Kuza Cave (Zanzibar sud) – Paje Beach – Michamvi Beach con cena al ristorante The Rock. |
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Kendwa: più rilassata, famosa per i full-moon party, il party che si svolge durante la notte di luna piena ogni mese davanti al sunset. Personalmente abbiamo preferito la spiaggia di Kendwa a quella di Nungwi perché più profonda e meno “chiusa”. Nei suoi fondali a pochi passi dalla riva ci sono tante tartarughe marine. Anche qui troviamo beach club che noleggiano lettini/ombrelloni ma esistono anche ampie aree di spiaggia libera. Tra i beach club di Kendwa suggeriamo il Sunset e il The Rock, il costo dei lettini al Sunset (10$) è spendibile al bar. Tra i due noi abbiamo preferito il The Rock.
Anche qui i venditori in spiaggia sono insistenti ma si fermano ai lati della concessione quindi non si è disturbati. Per quanto riguarda le escursioni ce ne sono tante anche organizzate dagli hotel, noi preferiamo affidarci a Getyourguide o Civitatis prenotandole in anticipo perché lo riteniamo migliore e da un certo punto di vista più sicuro e meno soggetto a soprese.
Paje e Jambiani Beach (Costa Est)
Paje è la capitale del kitesurf della costa orientale con venti costanti (giugno-marzo) e ostelli economici. La spiaggia di Paje ha maree estreme: con la bassa marea si cammina per 1 km circa sulla sabbia e scogli per raggiungere l’acqua alta (indossate scarpe da scoglio). E’ possibile nuotare solo quando c’è l’alta marea. Il fenomeno delle maree crea una laguna bassa perfetta per imparare il kitesurf e ci sono scuole ovunque. Anche chi non fa kite apprezza l’atmosfera “backpacker ” e hipster di Paje: bar sulla spiaggia, musica reggae, pubblico giovane.
Come Beach club di Paje, abbiamo provato quello del Boho Boutique hotel accanto al B52, famosa scuola di Kitesurf. E’ quello che ci è piaciuto di più, tra tutti quelli provati, lettini gratis, piscina e spazio gym a disposizione anche per chi non è ospite dell’hotel e pranzo vista oceano. Siamo andati anche in sup gratis perché era messo a disposizione. Simpaticissimi, toilette pulita e servizio top!
A Paje si trova anche il The Rock Restaurant (iconico ristorante su uno scoglio nell’oceano) che richiede la prenotazione. Durante la bassa marea le donne locali raccolgono le alghe, interessante e da osservare con rispetto. Noi l’abbiamo visto con la bassa marea, senza cenarci.
Paje è più “movimentata” e social che rilassante: se cercate la quiete e il lusso, scegliete Matemwe più a nord ma sempre nella costa est.
Jambiani Beach: anche qui come a Paje cammini sul fondale durante la bassa marea, è bello perché puoi osservare stelle marine e conchiglie. Nei pressi di Jambiani, c’è sicuramente da esplorare la Foresta di Muyuni, un’area naturale di 5.000 ettari che ospita specie vegetali rare e boscaglie rigogliose.
Meglio Kendwa o Nungwi o Paje e le spiagge della costa orientale?
E’ difficile dare una risposta va a gusti, sicuramente Nungwi ha, oltre una bella spiaggia, una bella vita notturna, le 3 serate al Coccobello con spettacolo e discoteca sono molto carine, così come l”‘Hard Rock cafè di Zanzibar” il Che Rock Bar & Restaurant in cui è possibile mangiare, bere, vedere le partite calcio delle squadre italiane, giocare a freccette, ping-pong e biliardino. Un locale dalle belle vibes e atmosfere.
Le spiagge della costa orientale, risentono di più del fenomeno delle maree, ma sono a nostro parere più belle.
Escursioni in Mare: Safari Blue, Prison Island, Nakupenda Beach e Mnemba
Andiamo adesso a vedere, quelle che, a nostro parere, sono le escursioni in mare più belle per fare snorkeling e osservare la fauna marina a Zanzibar, andando ad esplorare gli isolotti vicini , non dimentichiamoci che Zanzibar è un arcipelago composto da un’isola più grande e da tante molto più piccole.
Safari Blue Lagoon
Il “Safari Blue” rappresenta l’attività principale: un tour in barca tra isolotti remoti della costa ovest con soste per nuotare e fare snorkeling. Dura un’intera giornata. E’ veramente bella si vede l’isola che non c’è che va via con le maree, i coralli, il baobab rovesciato, si torna in barca a vela con le vele spiegate.
Più in basso la tabella con le migliori proposte.
Prison Island
A venti minuti di barca da Stone Town si trova Prison Island, nota anche come Changuu. Qui si possono vivere tre esperienze diverse:
- Osservare da vicino le tartarughe giganti di Aldabra, originarie delle Seychelles.
- Visitare le antiche prigioni, che di fatto non sono mai state delle vere e proprie prigioni ma più un lazzaretto (tra queste due cose abbiamo preferito di gran lunga le tartarughe).
Nakupenda Beach
Nakupenda beach è una lingua di sabbia isolata che emerge dal mare, tra le più fotografate dell’isola, molto spesso le escursioni la uniscono a Prison Island perché appunto essendo una lingua di sabbia sceglierla come destinazione principale è limitante.
Mnemba
Mnemba è un’isola in cui c’è un resort privato di lusso in cui non è possibile sbarcare se non si è ospiti. E’ circondata invece da da una riserva marina ed è la destinazione principale per chi pratica immersioni, grazie alla ricchezza del suo ecosistema sottomarino, in cui è possibile ammirare i coralli (aimè sempre meno) e nuotare tra i pesci tropicali e i delfini. Il mare di Mnemba è stupendo.
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Safari Blue – Escursione in mare di un’intera giornata con snorkeling, navigazione in dhow, sosta su un banco di sabbia, bagno in una laguna di mangrovie, pasto a base di pesce, frutta tropicale e bevande analcoliche. |
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Prison Island con visita delle prigioni, della riserva con le tartarughe, possibilità di fare il bagno + isola di Nakupenda – pranzo incluso |
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Mnemba tour di un giorno con pranzo opzionale |
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Mnemba tour privato con 85% di possibilità di vedere i delfini – (esperienza consigliata dal 96% dei viaggiatori) |
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Natura Selvaggia: Jozani Forest (centro/sud di Zanzibar)
La Jozani Forest è l’unico parco nazionale dell’isola con un’estensione di 50 km² tra mangrovie e foresta, dista circa 35/40 minuti di auto da Stone Town. E’ l’habitat del colobo rosso, una scimmia rara, in via di estinzione, con il manto bicolore, ma in questa riserva è possibile osservare anche antilopi, uccelli tropicali e farfalle lungo sentieri semplici, l’ingresso per i turisti è a pagamento. Le scimmie sono tantissime (addirittura abbiamo rischiato di ricevere la pipì in testa..), è consigliabile portare un repellente per le zanzare, noi abbiamo visto anche il toporagno elefante una sorta di formichiere.. E’ facile da combinare con altre attrazioni del sud dell’isola quali il santuario delle tartarughe marine nella grotta di Salaam (che non abbiamo fatto perché non etico e le tartarughe sono state messe lì per i turisti e sono aggressive in quanto troppe in un ambiente ristretto) o un tour delle fattorie di spezie o trasferimenti in spiaggia.
Ci sono diversi tour organizzati che permettono di visitare anche altre bellezze naturali (grotte o spiagge) , ecco i più interessanti.
| FORESTA DI JOZANI | |
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Tour della foresta di Jozani + visita al santuario delle tartarughe marine – grotta di Salam – Pick-up in tutta l’isola – guida che parla italiano |
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Foresta di Jozani + grotta di Salam + Ristorante the Rock – Pick-up in tutta l’isola con guida che parla italiano |
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Foresta di Jozani + Fattoria delle spezie |
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Laguna Blu (costa ovest) e stelle marine + foresta di Jozami |
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Foresta di Jozani + Nuotata nella grotta di Maluun |
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Come avrete capito Zanzibar unisce storia e natura, in una miscela unica di cultura arabo-africana-indiana che crea la civiltà swahili. Zanzibar offre, infatti, un accessibile paradiso balneare tropicale dell’Oceano Indiano combinato con l’affascinante patrimonio culturale di Stone Town e la storia del commercio delle spezie. Esplorare l’isola a piedi o in barca invece che stare fissi in un resort è altamente consigliabile per tornare a casa con ricordi indimenticabili.
Ultima raccomandazione, anche al ritorno dal viaggio fate vostri i ritmi isolani pole pole e la filosofia Hakuna matata!
FAQ
Quando è il periodo migliore per visitare Zanzibar?
I mesi tra giugno e ottobre, durante la stagione secca, offrono le condizioni climatiche più stabili per le escursioni e la vita da spiaggia. Se si desidera andare al caldo in inverno che corrisponde alla loro estate i mesi da dicembre a febbraio sono da preferire e corrispondono all’alta stagione.
Serve un visto per entrare in Tanzania?
Sì, è necessario richiedere un visto turistico online prima della partenza ai consolati a Roma o Milano o direttamente all’arrivo in aeroporto.
E’ facile comunicare a Zanzibar?
Sì e facile. Lo Swahili e l’inglese sono le lingue ufficiali, gli abitanti di Stone Town parlano bene l’inglese (eredità coloniale) e i cartelli sono spesso in inglese. L’inglese è, ovviamente, ampiamente parlato in tutti gli hotel. Comunque qualche parola di swahili è sempre utile: Jambo = ciao, Asante = grazie, Hakuna matata = nessun problema!
Come si paga a Zanzibar?
La moneta ufficiale è lo Scellino Tanzaniano. Il tasso di cambio è circa €1 ≈ TSh 2983. Il dollaro americano (USD) è ampiamente accettato e molto spesso preferito rispetto all’euro. Gli hotel e i resort accettano le carte, i contanti si usano per i ristoranti e le mance mentre i bancomat sono poco diffusi. Il consiglio è di cambiare in dollari prima di partire. Le mance per le guide a Zanzibar vanno dai 4,5 € ai 9 € / in scellini tanzaniani (TSh) 13.4–TSh 26.8, nei ristoranti si usa lasciare il 10% e bisogna arrotondare per i taxi. Nei mercati bisogna sempre contrattare (proporre il 50% in meno rispetto al prezzo di partenza).
È necessario fare vaccinazioni particolari?
È consigliabile consultare il proprio medico o l’ASL di riferimento alcune settimane prima della partenza per verificare le profilassi consigliate, inclusa quella contro la malaria. E’ consigliabile assumere fermenti prima di partire e non bere mai l’acqua del rubinetto né utilizzarla per lavarsi i denti perché a noi occidentali fa male.




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