Cosa vedere a Pechino? Circoscrivere quest’immensa megalopoli in poche righe e ricavarne una guida non è stata una cosa affatto semplice. Pechino ha tre millenni di storia alle spalle e risulta essere la città più estesa del mondo per superficie con i suoi 16.808 km². Basterebbero da soli questi singoli dati per far nascere nei viaggiatori più curiosi ed avventurieri la voglia, un po’ matta, di visitare questa città, distante poco più di dieci ore di volo dal nostro paese. E allora, se la curiosità inizia a prendere il sopravvento e siete assaliti dall’irrefrenabile desiderio di farvi la valigia e partire, la redazione di Viaggioin non può fare altro che stilare questa guida sulle cose da vedere a Pechino. Capitale di Stato più popolata al mondo e suddivisa in sedici contee, Pechino è una città da vivere tutta d’un fiato apprezzandone la modernità, con i suoi grattacieli e i negozi all’ultimo grido, ma senza mai dimenticare il suo glorioso passato imperiale.

Cosa vedere a Pechino: i luoghi da visitare assolutamente

Entriamo nel vivo della nostra guida su cosa vedere a Pechino e approfondiamo l’argomento indicando alcune delle principali attrazioni della capitale cinese. Abbiamo già parlato di quanto sia grande la città, pari alla superficie del Belgio, per questo sembra impossibile visitarla al completo in soli 3-4 giorni. Ecco perché prima di tutto è importante organizzare al meglio e scegliere le tappe giuste per il proprio viaggio in terra cinese, in modo da arrivare preparati all’appuntamento e non perdere troppo tempo in spostamenti inutili. Ecco quindi cosa vedere a Pechino in 5 giorni o una settimana per prenderla più comoda e magari visitare anche i dintorni della città.

1) Piazza Tienanmen: non si può raccontare della capitale cinese senza iniziare da quello che, per molti, viene individuato come il centro di Pechino nonché il cuore simbolico dell’intera nazione. Con i suoi 440.000 metri quadrati, è una delle piazza pubbliche più grandi del mondo e si stima possa ospitare circa un milione di persone al suo interno. Nel suo centro si trovano il Monumento nazionale ai caduti e il Mausoleo di Mao Zedong mentre sul lato nord troviamo l’omonima Porta Tienanmem con le sue pareti rosso fuoco, il tetto tappezzato di tegole smaltate di color giallo e il ritratto di Mao con lo sguardo rivolto sulla città. In epoca imperiale, durante le dinastie Ming e Qing, la Porta era l’ingresso principale del palazzo reale e, nonostante in origine avesse un nome diverso (Chengtianmen che letteralmente significava “Porta che conduce al Paradiso”), ha da sempre rappresentato il luogo delle principali cerimonie: l’incoronazione dell’Imperatore, i matrimoni imperiali, il rito dell’Imperatore che va in battaglia, i riti per la venerazione del Cielo e della Terra. Ma anche la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese da parte di Mao Zedong nel 1949 o le tragiche proteste del 1989 (sempre a questa piazza appartiene la celebre foto del ragazzo che sbarra la strada a una fila di carriarmati). Inoltre, se passate nelle vicinanze della piazza all’alba è consigliabile una breve sosta per assistere al sacro rito dell’alzabandiera in cui un gruppo di soldati dell’Esercito di Liberazione marciano e issano la bandiera cinese.

Informazioni utili: nonostante la posizione centralissima e la presenza di svariati mezzi di trasporto nella zona, la fermata metropolitana Qianmen, proprio di fronte l’omonima porta (ingresso sud della Piazza), risulta essere la più vicina.



2) Città Proibita: la nostra rassegna sulle cose da vedere a Pechino continua con il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing il quale occupava il centro dell’antico sistema di fortificazioni della città nonché il complesso di abitazioni degli imperatori e delle loro rispettive famiglie. La costruzione del grande palazzo cominciò nel 1406 e terminò nel 1420 e il risultato fu un insieme di 980 edifici per un totale di 8.707 camere ed un’ampiezza tale da essere catalogato come il più grande palazzo antico del mondo. Nei tempi antichi, c’era la forte convinzione che l’imperatore fosse il figlio del Cielo e che quindi la sua residenza sulla Terra fu costruita come riproduzione del Palazzo Viola, il luogo che secondo le credenze ospitava il dio del Cielo. Il palazzo imperiale era quindi un luogo così divino da essere proibito alla gente comune tanto da prendere il nome di Città Proibita. Elemento che gioca un importante ruolo per una completa ed esaustiva descrizione di quest’opera è la simbologia. La disposizione e l’orientamento della Città Proibita infatti hanno un significato simbolico non indifferente che si riferisce alla centralità dell’Imperatore come figlio del Cielo, motivo per il quale la sua residenza doveva essere al centro dell’Universo. Di conseguenza tutte le porte principali si trovano sull’asse Nord-Sud dell’antica Pechino, linea che divide anche simmetricamente il palazzo a metà. Altro elemento simbolico che la caratterizza fa riferimento al colore: il giallo è il colore dell’imperatore e quindi domina i tetti della Città Proibita con le sole eccezioni della Biblioteca, presso il Palazzo della Gloria letteraria che ha piastrelle nere, colore associato all’acqua e quindi anticendio, e della residenza del principe ereditario con piastrelle verdi, colore associato al legno e quindi alla crescita. Infine anche la disposizione degli edifici segue antiche usanze previste dal Libro dei riti dato che i templi ancestrali sono di fronte al palazzo, le aree di deposito sono poste nella parte anteriore del complesso del palazzo e le residenze nella parte posteriore.

Informazioni utili: situata poco più a nord di Piazza Tienanmen, le fermate metropolitane più vicine sono Tienanmen West e Tienanmen Est, distanti tra di loro solo alcune centinaia di metri.  Per quanto riguarda gli orari, invece, da aprile ad ottobre vanno dalle 08.30 alle 17.00 e il prezzo del biglietto si aggira intorno agli 8€ mentre da novembre a marzo vanno dalle 08.30 alle 16.30 e il prezzo si aggira intorno ai 5€.

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3) Tempio del Cielo: complesso di edifici templari situati all’interno del Tiantan Park ed usato dall’imperatore per il culto al “Cielo” dove si tenevano cerimonie di sacrificio per invocare la tempestività di vento e pioggia e la pace sotto il Cielo. La costruzione del tempio avvenne tra il 1406 e il 1420 per volontà degli imperatori della dinastia Ming che vi si recavano periodicamente per assolvere sacrifici rituali propiziatori. Rimase un luogo riservato agli imperatori e ai sacerdoti di corte dove il popolo non poteva accedervi fino alla caduta dell’impero nel 1911. Nel 1918 infatti il tempio venne aperto al pubblico per poi essere dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il Tempio del Cielo risulta essere l’esempio più rappresentativo di architettura rituale cinese, un capolavoro in cui la disposizione di tutti gli elementi riflette le leggi cosmiche e mistiche alla base della concezione del mondo dell’antica Cina. Secondo questi principi, il Tempio si trova al centro dell’universo, esattamente tra il Cielo e la Terra, i due cardini della cosmologia cinese.

Informazioni utili: il Tempio è ubicato in corrispondenza della fermata metropolitana Tiantan East Gate. Gli orari per la visita vanno dalle 06.00 alle 22.00 mentre il prezzo si aggira intorno ai 4€.       

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4) Hutong: questa volta non siamo di fronte ad un’opera di qualche imperatore né in una piazza teatro di importanti cerimonie. Ci troviamo semplicemente in antichi e stretti vicoli che a Pechino rappresentano una vera e propria attrazione da visitare. La parole si riferisce quindi a una strada di quartieri antichi della capitale che scorre tra le file di siheyuan, le tradizionali case a corte nei dintorni della Città Proibita. Gli hutong percorrono il centro storico in lungo e in largo, diramandosi, come in un labirinto, tra curve, cambi di direzione e vicoli ciechi.

Informazioni utili: nel caso voleste visitarli, la redazione di Viaggioin ha stilato la sua lista di hutong più famosi: Dongxijiaominxiang è quello più lungo (6,5 km), Yichidajie è quello più corto (10 m), Qianshi Hutong è il più stretto ( da 70 a 40 cm) mentre Jiuwan Hutong il più tortuoso (si contano circa una decina di curve e cambi di direzione).

5) Palazzo d’Estate: la bussola della nostra rubrica delle cose da vedere a Pechino si sposta verso nord nel distretto di Haidian dove sorge il giardino imperiale meglio conservato al mondo. Il Palazzo d’Estate venne allestito definitivamente nel 1750 dall’imperatore Qianlong grazie il lavoro di centinaia di artigiani che riprodussero lo stile architettonico di diversi palazzi sparsi per tutta la Cina mentre il Lago Kunming, situato al centro del parco, venne creato estendendo uno stagno preesistente. Proprio questo lago, insieme alla Collina della Longevità, sulla quale si erge un tempio buddhista e il panorama si staglia su tutto il parco, rappresentano le attrazioni principali che attribuiscono all’intero paesaggio un senso di armonia.

Informazioni utili: l’intero complesso naturalistico si trova in corrispondenza della fermata metropolitana Beigongmen. Gli orari per la visita del Palazzo sono variabili ( da aprile a fine ottobre dalle 07.00 alle 18.00 mentre nella restante parte dell’anno chiude all’incirca un’ora prima), come anche i prezzi (4€ nei periodi di alta stagione e 2,5€ nei periodi di bassa stagione). Il biglietto per il Palazzo include anche la visita alla Galleria Wenchang, al Giardino della Virtù e dell’Armonia e al Buddha d’incenso.

6) Tombe della dinastia Ming: situato a circa 50 km a nord di Pechino, nella contea di Changping, è un sito archeologico facente parte del più generale complesso delle Tombe imperiali delle dinastie Ming e Qing. Venne scelto accuratamente secondo il Feng-shui, un metodo di divinazione che prende il nome di geomanzia e si basa su segni naturali ed artificiali nel terreno, ed è composto da tre tombe che sono accessibili al pubblico: la tomba di Chang Ling, che è la maggiore, la tomba di Ding Ling, situata nei sotterranei di un palazzo e la tomba di Zhao Ling. In tutto le tombe risultano però essere tredici, tutte ubicate sul pendio meridionale del monte Taishou, da molti considerata la sede originaria dell’antica Pechino. All’interno del complesso un riferimento speciale và fatto anche  alla Via Sacra, una sorta di allegoria della strada verso il paradiso, conosciuta anche con il nome di Via delle figure in pietra e caratterizzata dalla presenza di statue in marmo il cui compito, simbolicamente, era quello di proteggere il sonno eterno degli imperatori. Le statue in tutto risultano essere trentasei: ventiquattro figure di animali allineate in maniera simmetrica, due in piedi e due a riposo e le restanti dodici rappresentanti generali e mandarini. Il lungo viale termina con la Porta del Drago e della Fenice, che rappresenta la nobiltà degli imperatori, e con il palazzo dove sono ubicate le tombe visitabili della dinastia Ming.

Informazioni utili: gli orari per la visita variano a seconda del periodo dell’anno (08.00 – 17.30 durante il periodo primaverile ed estivo e dalle 08.30 alle 17.00 durante il periodo autunnale ed invernale). Il metodo migliore per arrivare sul sito è affidarsi a una delle tante agenzie che si trovano in città e che spesso combinano anche offerte includendo una visita alla Grande Muraglia ma per i più avventurieri c’è anche la possibilità di prendere autobus di linea: il numero 845 da Xizhimen (di fronte la stazione della metropolitana omonima) con direzione Changping per poi prendere un minibus (tempo stimato 10 minuti) fino alla struttura.

7) Muraglia cinese: la redazione di Viaggioin ha ritenuto doveroso concludere questa rubrica sulle cose da vedere a Pechino con un’opera architettonica che si estende per circa 21.196 km, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità nel 1987 e inserita, vent’anni dopo, tra le sette meraviglie del mondo. Tralasciando le incerte teorie di chi afferma la possibilità che sia visibile anche dalla Luna, la Grande Muraglia Cinese è la Mecca di tutti i turisti più temerari. Percorrerla anche solo per una manciata di metri potrebbe essere l’obiettivo e il desiderio di chiunque. Conosciuta in Cina con il soprannome di Wan li chang cheng (Lunga muraglia di 10mila Li), venne costruita oltre 2000 anni fa e,come un enorme drago, si snoda sù e giù per le montagne, attraversa deserti e prateria dalla costa Est (il suo percorso inizia esattamente ad Hushan nella provincia del Liaoning) fino agli altipiani dell’Ovest (concludendosi con il Passo di Jiayuguan, nella provincia del Gansu). Nel mezzo la Grande Muraglia attraversa nove regione e municipalità sfiorando anche il comune di Pechino e sono proprio queste alcune delle sezioni più famose, frequentemente rinnovate e regolarmente visitate dai turisti di tutto il mondo.

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Cosa vedere vicino Pechino? I dintorni della capitale cinese da visitare

La redazione di Viaggioin ha selezionato per voi alcune dei dintorni di Pechino più belli e facilmente raggiungibili dalla capitale cinese.

  1. L’area di Mutianyu è la più popolare tra i viaggiatori stranieri perché è quella più facile da affrontare ed è adatta anche per i bambini. Dista 73 km da Pechino.
  2. La sezione di Jinshanling è la più popolare fra gli escursionisti e si può percorrere fino alla sezione Simatai. E’ per metà restaurata e per metà naturale ed è distante dalla capitale circa 154 km.
  3. L’area di Huangyaguan si trova a tre ore di auto da Pechino ed è la sede della Maratona della Grande Muraglia che si svolge ogni anno a maggio.
  4. Il Passo Shanhai infine dista circa tre ore e mezzo di auto dalla capitale ed è il punto in cui la Grande Muraglia incontra il mare.

Di certo può sembrare riduttivo presentare in poche pagine le bellezze, a noi così lontane, che può offrire Pechino. Ma come si fa a raccontare in maniera esaustiva tutto di una città che all’anagrafe risulta avere tremila anni ed ospita più di 20 milioni di persone? In realtà un rimedio ci sarebbe: correre a visitarla!

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