Cosa vedere a Istanbul? Se un giorno voleste visitare la metropoli turca sappiate che la lista delle cose da fare e da vedere potrebbe risultare interminabile. Ci ha pensato la redazione di ViaggioIn ad agevolarvi il lavoro realizzando una guida breve ma dettagliata sulle cose da vedere a Istanbul assolutamente, così da poter visitare e soprattutto conoscere questo incantevole posto. L’attuale Istanbul è una città estremamente affascinante, sospesa a metà tra il profondo oriente e l’esuberanza occidentale. L’intensità della sua storia, che ancora oggi caratterizza interi quartieri, e la straordinaria posizione geografica che ne ha determinato la vocazione culturale, la rendono una megalopoli unica. Oggi la capitale turca, con i suoi 13 milioni di abitanti, si presenta tra le prime città più popolose del continente europeo. Definita dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 1985, porta benissimo i suoi 2mila anni di storia e, dopo aver vissuto i fasti dell’Impero Bizantino e di quello Ottomano, ha un nuovo look, in costante equilibrio tra passato e futuro.

Cosa vedere a Istanbul: le attrazioni da non perdere

Come accennato nel paragrafo introduttivo, Istanbul sta diventando di gran lunga uno dei punti di riferimento per i turisti di tutta Europa e non solo. Presenta ben 13 milioni di abitanti, addirittura tra le città più popolose d’Europa. Di conseguenza la redazione di ViaggioIn ha inserito una top 7 sulle cose assolutamente da vedere a Istanbul. Tra queste è fondamentale ricordare il Palazzo Topkapi, palazzo che fu residenza del sultano ottomano, la Moschea Blu, tra le più importanti moschee della capitale turca e la Torre di Galata, punto panoramico di Istanbul eretta nel 528. Ecco il focus dettagliato dei luoghi da vedere a Istanbul

1) Palazzo Topkapi: la nostra rassegna sulle cose da vedere durante un viaggio ad Istanbul si apre con il palazzo che fu la residenza del sultano ottomano nonché centro amministrativo dell’Impero dalla seconda metà del XV sec. al 1856. Costruito per volontà di Maometto II sul cosiddetto Promontorio del Serraglio per dominare sulla vecchia Costantinopoli e in origine conosciuto con il nome di Yeni Saray, fu soggetto a numerose opere di ampliamento e restauro, salvo poi venir progressivamente abbandonato dai sultani e ridimensionato a museo nel 1924. In realtà non è un semplice museo ma è da molti considerato il primo grande museo della Repubblica Turca dove poter ammirare i resti di quella che fu una vera e propria cittadella imperiale: la Corte dei Giannizzieri e la relativa fontana (nella quale la fanteria dell’esercito privato del sultano si dice pulisse le spade dal sangue delle esecuzioni), la Corte delle Cerimonie (sede delle assemblee sugli affari di stato e delle adunate richieste dal popolo), la sala del Divan ( dove il Gran Visir riuniva i suoi consiglieri), l’Harem (alloggio di circa 300 stanze e più di 1000 donne tra la regina, le favorite del sultano, le danzatrici e le varie domestiche), la Biblioteca, il padiglione delle reliquie dei santi (con i cimeli più preziosi del mondo islamico), il Giardino dei Tulipani, il Bagdat Kosku (edificio ottagonale circondato da due ventidue colonne e interamente ricoperto da particolari piastrelle blu) e, infine, la Sala del Tesoro (con le sue coppe e vasi d’oro, i suoi troni ornati di smeraldi e rubini, il candelabro con incastonati 6666 diamanti, il pugnale di Hancer rigorosamente ricoperto da diamanti, oro e smeraldi e il celebre diamante a goccia spoonmaker, il pezzo pregiato dell’intera collezione, di 86 carati e circondato da 49 brillanti). 

Come arrivare
Costo biglietti
Orari Museo
Come arrivare

Il Palazzo è adiacente alla fermata metropolitana Sultanahmet. Una volta scesi bisognerà camminare per circa 10-15 minuti, procedendo verso il Corno d'Oro, passando davanti la Basilica di Santa Sofia. Se invece si sceglie il tram, bisognerà prendere la linea T1, scendendo a Gülhane.

 

Costo biglietti

Il costo per il Museo è di circa 11€ mentre per visitare l’Harem c’è bisogno di un ulteriore biglietto aggiuntivo del costo di 7€;

Orari Museo

Il giorno di chiusura del Museo è il martedì e fino alle 12:00 nel primo giorno delle festività religiose. Per gli orari dei restanti giorni ci sono da considerare le variazioni in base al periodo dell’anno scelto per la visita. Di seguito ecco la panoramica completa:

  • dalle 09:00 alle 17:00 da inizio novembre alla prima metà aprile;
  • dalle 09:00 alle 17:00 dalla seconda metà aprile a fine ottobre;

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2) Basilica di Santa Sofia: dedicato, come si può intuire dal nome, alla Sophia (la sapienza di Dio), dal 537 al 1453 fu cattedrale ortodossa e sede del Patriarcato di Costantinopoli, per poi essere convertito, prima, dai crociati a cattedrale cattolica di rito romano sotto l’impero latino di Costantinopoli, poi, a moschea ottomana nel 1453 e, infine, in un museo. Correva l’anno 1935 quando Mustafa Kemal Ataturk, il capostipite e primo presidente della Repubblica Turca, trasformò l’edificio in un museo: i tappeti vennero tolti e le decorazioni del pavimento di marmo riapparvero per la prima volta dopo secoli mentre l’intonaco bianco che copriva molti dei mosaici fu rimosso.  Ad oggi, l’uso della Basilica come luogo di culto è proibito, ma rimane una delle opere più suggestive da visitare nonché il simbolo indiscusso dell’intera città. Come Istanbul rappresenta il punto d’incontro fra due mondi differenti (Occidente ed Oriente), anche la Basilica risulta essere caratterizzata dall’unione armonica di elementi bizantini/cristiani, la cupola ne è l’esempio principale, ed islamici, come i minareti. 

Come arrivare
Biglietti
Orari
Come arrivare

L’edificio risulta essere ubicato in corrispondenza della fermata metropolitana Sultanahmet, utilizzando la linea M2. Due le alternative per raggiungere la Basilica di Santa Sofia:

 

  • Autobus: linee 81, BN1, BN2, YT-1;
  • In tram: linea T1;
Biglietti

Il costo del biglietto per l'ingresso alla Basilica di Santa Sofia è pari a 72 TL (poco meno di 11€). I minori di nove anni entrano gratis ma devono mostrare un documento di identità al momento dell'ingresso.  

Orari

Il lunedì rimane chiusa al pubblico mentre nei restanti giorni l’orario varia a seconda del periodo di visita, che riassumiamo di seguito:

 

  • Aperto: dalle 09.00 alle 17.00, ultima entrata ore 16. (da metà aprile a fine ottobre fino alle 19, ultima entrata alle 18.00)
  • Chiuso: Aperta tutti i giorni dal 15 aprile al 26 ottobre, chiusa tutti i Lunedì in inverno (sarà aperta in via straordinaria lunedì 30 dicembre), e fino alle 13.00 nel primo giorno delle festività religiose.

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3)Moschea Blu: la Sultanahmet camii, meglio conosciuta con il nome di Moschea Blu, è una delle più importanti moschee della capitale turca, costruita nel 1616 dall’architetto turco di origine albanese Sedefkar Mehmed Agha. Ma qual’è la sua storia e perché gli è stato attribuito questo singolare appellativo? Fu voluta dal sultano Ahmed I che aveva intenzione di riaffermare il potere ottomano e alla sua costruzione seguirono non poche proteste popolari in quanto il sultano diede fondo al denaro pubblico, a differenza dei suoi predecessori che avevano attinto al loro patrimonio personale. Difficile, invece, avere dei dubbi riguardo al nome: i suoi meravigliosi interni sono decorati con più di 20.000 piastrelle in ceramica di Iznik con varie sfumature di blu e verde che, unite alle 260 piccole finestre che lasciano filtrare la luce dall’esterno e alle svariate lampade che scendono dall’alto, contribuiscono a creare un’atmosfera unica e suggestiva. Altra particolarità da non sottovalutare è la costruzione di sei minareti: si vocifera che la presenza di queste strutture venne inizialmente vista come un affronto dalla popolazione in quanto la Moschea sarebbe arrivata a possedere lo stesso numero di minareti della Sacra Moschea della Mecca; Ahmed I fece quindi aggiungere in seguito un settimo minareto alla moschea tanto cara a Maometto per restituirle il suo inattaccabile primato. Anche la posizione geografica della Moschea Blu non è per niente casuale e frutto di una scelta strategica. Eretta, infatti, sui resti del Gran Palazzo di Costantinopoli, si colloca a fianco della principale cattedrale cristiana dell’epoca, la Basilica di Santa Sofia (di cui abbiamo già trattato nel paragrafo precedente), marcando in maniera netta la contrapposizione, oltre che tra i due monumenti, anche tra le due religioni: quella musulmana e quella cristiana. 

Come arrivare
Regole da seguire
Come arrivare

La Moschea si trova in corrispondenza della fermata del tram Sultanahmet; l’ingresso è gratuito tutti i giorni eccetto il venerdì mattina oppure durante la preghiera.

Regole da seguire

Inoltre, per essere ammessi è obbligatorio rispettare alcune regole riguardo l’abbigliamento: togliere le scarpe e inserirle in una busta di plastica, gli uomini devono avere pantaloni almeno sotto il ginocchio e magliette almeno a mezza manica mentre le donne devono indossare gonne sotto il ginocchio e coprire i capelli con il velo( buste di plastica e veli vengono regalati all’ingresso). Il velo deve essere posizionato sopra la testa e girato intorno al collo, avendo cura di coprire anche le spalle. 

 

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4)Gran Bazar: la nostra rubrica sulle cose da vedere ad Istanbul continua con uno dei posti in cui più si respira l’atmosfera orientale che sembra permeare questa città. Il Gran Bazar, votato nel 2014 tra le attrazioni turistiche più visitate al mondo, è uno dei mercati coperti più grandi e antichi e, con le sue 61 strade coperte e i suoi oltre 4000 negozi, viene spesso considerato come uno dei primi centri commerciali della storia. La costruzione risale al 1461 e presenta una struttura in pietra, materiale usato per sostituire la sua originaria formazione in legno, distrutta a causa di un incendio. Consigli su come visitare il Gran Bazar? La redazione di Viaggioin si limita a precisare che, non essendo una struttura che necessita di una visita guidata e di un itinerario ben preciso, il modo migliore per godersi pienamente quest’esperienza è girare senza una reale meta, lasciandosi guidare dai colori, dai profumi e dalle innumerevoli mercanzie che in un quel preciso istante colgono la vostra attenzione. Sicuramente capiterà di notare che molti viali o addirittura intere aree sono caratterizzate dalla massiccia presenza di negozi che vendono la medesima cosa. Questo perché in Turchia il commercio punta ad agevolare il consumatore e quindi, nel momento in cui bisogna acquistare un prodotto, basta semplicemente recarsi nella zona dove viene venduto per poi affidarsi alla bravura del commerciante nel convincere il compratore. Questa logica molto vantaggiosa per chi acquista è alla base dell’intera attività commerciale turca e rappresenta un particolare molto interessante del Gran Bazar di Istanbul. 

Come arrivare
Orari
Informazioni varie
Come arrivare

Come arrivare al Gran Bazar di Istanbul? Sono due le possibilità da poter scegliere per visitare il più grande mercato al coperto di Europa:

 

  • A piedi: 950 metri dalla Moschea Blu, circa 15 minuti per via Peykhane Cd e Yeniceriler Cd;
  • In bus: circa 10 minuti dalla Moschea Blu. Prendete il bus T1 in direzione Bagcilar alla fermata Sultanahmet e scendi a Cemberlitas.
Orari

Aperto tutti i giorni dalle dalle 08:30 alle 19:00, chiuso la domenica e tutti i giorni di Bayram religiosi. 

Informazioni varie

La Moschea è ubicato in corrispondenza della fermata metropolitana di Vezneciler; è aperta ai visitatori dalle 09.00 alle 17.30 ma ci potrebbero essere delle piccole interruzioni durante le cinque preghiere quotidiane, dato che l’edificio è ancora oggi utilizzato come edificio di culto e viene quindi chiuso subito dopo la chiamata del muezzin alla preghiera. L’ingresso è gratuito; trattandosi di un luogo di culto, non risulta essere regolato da un sistema di biglietti.  

5)Moschea di Solimano: assai più nota semplicemente come Suleymaniye, è una moschea imperiale ottamana costruita tra il 1550 e 1l 1557. Situata sul sesto colle della città, con vista panoramica sul versante ovest del Corno d’Oro, fu commissionata da Solimano il Magnifico, forse il più grande e conosciuto fra i sultani ottomani, impiegando ben 3523 artigiani, dei quali la maggioranza era di origini armene. L’edificio, dominato da una grandiosa cupola di 53 metri, è circondato da mura esterne e, come vuole la tradizione architettonica ottomana, adiacenti alla moschea vi sono altri edifici che formano il complesso edilizio: scuole, imaret (ricovero e mensa popolare), un ospedale, un hamam e un cimitero. All’interno di quest’ultima struttura, c’è il mausoleo del sultano Solimano il Magnifico che vanta la presenza di bellissime maioliche di Iznik e di un frammento della celebre Kaaba della Mecca. La presenza dei quattro minareti, invece, vuole simboleggiare il fatto che Solimano fu il quarto sultano dopo la conquista di Costantinopoli. In totale i minareti presentano dieci gallerie che si riferiscono al fatto che Solimano fu il decimo sultano dell’Impero ottomano. 

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6)Ponte di Galata: volendo soffermarci sulle classiche definizione trovate in rete questa struttura è un ponte per il traffico automobilitstico, i mezzi pubblici e i pedoni che congiunge la parte antica a quella più moderna, all’ingresso del leggendario Corno d’Oro. Ma attraversandolo e percorrendo il suo tragitto ci si accorge immediatamente quanto sia diverso da tutti gli altri. Un panorama della città che toglie il fiato e un tramonto suggestivo sono solo alcuni dei motivi che spingono turisti e abitanti del luogo a percorrerlo in ogni momento della giornata. Il ponte rappresenta un legame simbolico tra l’Istanbul ottomana storica (il luogo delle mura, dei palazzi imperiali, delle moschee storiche, dei quartieri antichi, delle identità etniche e delle istituzioni religiose e laiche dell’impero) e la città che era degli stranieri (il distretto di Beyoglu con le sue ambasciate, i negozi, l’edilizia ottocentesca e le chiese cristiane). Ancora oggi, a distanza di secoli, passare il ponte, ammirare la baia del Corno d’Oro e il Bosforo che la attraversa, dona al turista la suggestione di trovarsi in un posto unico al mondo, nel punto di congiunzione di due continenti, l’Europa ad ovest e Asia ad est, divise solo da una manciata di chilometri. Allo stato attuale il ponte Galata risulta essere arrivato alla sua quinta versione, costruito da un’impresa turca e completato nel 1994. Il risultato di un processo di ristrutturazione e rinnovamento portato avanti per secoli la cui idea originaria risale al lontano 1502, quando il primo progetto di un ponte da costruire in questa zona fu affidato a un tale di nome Leonardo da Vinci, tuttavia, ritenuto troppo ambizioso, non fu mai realizzato. Qualche tempo dopo fu la volta di Michelangelo il quale, invitato dal sultano per aver un nuovo progetto, rinunciò, inviando però un suo disegno, che rimase inutilizzato. Fu solo alcuni secoli dopo, nel 1845, che prese il via la prima opera relativa alla costruzione del ponte. La redazione di Viaggioin non può fare altro che consigliare la visita di questo luogo, suggestivo ed incantato, al tramonto, quando le moschee e i bazar della città si stagliano all’orizzonte, sullo sfondo del cielo infiammato dal sole calante.  

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7)Torre di Galata: la nostra rassegna delle cose da vedere a Istanbul si conclude con il punto panoramico della città: la Torre di Galata. Venne eretta nel 528 e doveva servire da faro ma fu poi ricostruita nel 1348 dai genovesi, colonizzatori durante il Medioevo della cittadella di Galata, che la ribattezzarono Torre di Cristo. Dalla cima della Torre il turista può abbandonarsi alla miglior vista panoramica sul Bosforo e sull’intera capitale turca. Dalla Torre di Galata la città sembra infinita, lo sguardo si divide tra due i continenti. Ma Istanbul rimane una città da vivere a contatto con la gente, tra i mille profumi del Gran Bazar e l’eleganza delle ceramiche di Iznik che tappezzano la città. Come diceva un certo Umberto Eco: “C’è un solo modo per conoscere bene Istanbul: girare da solo, a piedi, e smarrirsi.”

 

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